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domenica 8 maggio 2011

Una volta la chiamavano crisi



Una volta sapevi che certe cose non le potevi avere, e ti dispiaceva magari, le andavi a vedere dove le vendevano e poi te ne tornavi via dicendo "grazie, ci faccio un pensierino". Un pensierino. Il commesso ti sorrideva, senza insistere. Tu andavi via, felice lo stesso. Oggi questa cosa la chiamiamo crisi. È il grado di felicità, a fare la differenza.

Meta Nominale

Non fa differenza quale montagna si scali. In vetta si vedrà sempre più in là.
Quel che si cerca lassù, non so cosa sia. La verità è così complicata che nessuno la capisce..In realtà la montagna non è altro che una meta nominale..
Quel che conta sono le ore...i minuti... i secondi... e il modo in cui li si trascorrono...

lunedì 14 marzo 2011

Come dovrebbe andare la vita

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché ...non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

mercoledì 15 dicembre 2010

Febbre di montagna




















La montagna è una febbre che ti prende da giovane e ti resta dentro, anche se il mondo va cambiando intorno a te, anche se i muscoli un giorno dicono basta e la famiglia reclama i tuoi spazi, e forse altre ragioni di vita meno egoistiche e più nobili vengono a sovrapporsi nel corso del tempo. Nonostante tutto alpinisti si resta, e da alpinisti, fino all’ultimo, si continua ad osservare le montagne con sguardo obliquo, cercando vie di salita, vagliando i colori e la grana della roccia, soppesando le condizioni del ghiaccio nell’algida luce di un’alba o nel riverbero di un tramonto. Perfino alla morte di un compagno, anche dopo una ragionevole scelta di abbandono dettata dal buon senso o dalla necessità, il cuore resta imprigionato nella passione originaria, esclusiva, come un amore dell’adolescenza mai del tutto consumato, un dolce rimpianto che fa male fino alla fine. L’attaccamento alle pareti non si misura con gli anni e forse nemmeno con l’azione. Si misura con la passione. Questo è il fantastico, enigmatico, umanamente folle e follemente umano fascino della montagna, dove non ha senso ciò che si vede, ma solo quello che non si vede. Quella fiammella che gli alpinisti si portano dentro cercando di non scottarsi troppo.

lunedì 1 novembre 2010

1° Novembre

Quando una persona ci lascia, quando non è più qui e non possiamo più toccarla, o sentire la sua voce… sembra scomparsa per sempre. Ma un affetto sincero non morirà mai. Il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola.

venerdì 4 gennaio 2008

Endine il lago ghiacciato

Il giorno di capodanno insieme ai miei figli la moglie mia sorella e mio cognato sono andato a Monasterolo del Castello paese che si trova sulla sinistra orografica del lago di Endine, in val Cavallina, a circa 30 km dal capoluogo Bergamo. Non era la prima volta per me’ provare l’emozione di camminare sulle acque ovviamente ghiacciate del lago , ma devo dire che una volta sopra la superficie l’idea di poter sentire ad un tratto quel rumore..........non è confortante, m’incoraggiano certamente le altre non so' quante ,ma veramente tante persone che sfidando sia il gran freddo sia l'ordinanza del comune di divieto d’accesso alla superficie ghiacciata del lago al fine di garantire la pubblica incolumità. Ci sono persone che trainano bambini su slitte ,chi pattina chi semplicemente cammina e qualcuno molto simpaticamente si fa spingere dalla forza del vento da un ombrello aperto a mo di vela. Calzo i miei pattini e via , è bello sapere di impiegare meno di 4 minuti per passare da una sponda all'altra e trovasi ad un certo punto in mezzo al lago circondato dalle montagne e felice di aver fatto provare questa emozione ai miei figli e a mia moglie. Qualche momento l'ho raccolto nella clip qui sotto registrata con il mio cellulare a ricordo di una bella giornata.

lunedì 3 dicembre 2007

Rimpatriata 2007

L'ALBERO DEGLI AMICI

Esistono
persone
nelle nostre vite
che ci rendono felici per il semplice

caso
di aver incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino
al nostro fianco, vedendo molte lune passare,
gli altri
li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e
la nostra amica

Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli,
con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo

tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma, il destino ci ha presentato agli altri amici, i quali non sapevamo avrebbero incrociato il nostro
cammino.
Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri.
Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.
E alle volte uno di questi amici dell'anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo
innamorato.
Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora.
Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il
vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa e l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune
nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando
le nostre
radici
con allegria.

Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace - amore fortuna e prosperità. Oggi e sempre... semplicemente
perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica, sempre lascia un poco di sé e prende un poco
di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità delle nostra vita e la prova evidente che due anime non si
incontrano
per caso.

venerdì 30 novembre 2007

Primo post

Ciao,
Sto' scrivendo il mio primo post nel mio nuovo blog. Sono in partenza per una serata tra vecchi amici d'infanzia, non che sia vecchio (39 anni) ma sto' parlando di amici degli anni 70/80 e visto che siamo nel 2007.............Serata gastronomica a casa di Renato in Brianza, vi faro' sapere.